Metodo
Come lavora SP.

Collaborazione in corso.
In SP-Formazione seguo sia la comunicazione istituzionale sia la progettazione dei materiali formativi. Il mio lavoro integra scrittura strategica, design dei contenuti e sviluppo di strumenti didattici pensati per corsi, eventi e percorsi professionali.
Mi occupo della costruzione del tono di voce, della definizione dei format editoriali e della scrittura dei testi per LinkedIn, Instagram e Facebook. Elaboro i contenuti, supporto la direzione nella redazione dei materiali ufficiali e progetto la struttura narrativa dei video e delle campagne.





Il brief era creare strumenti di orientamento per fasce d’età, tempi e contesti diversi. Da lì ho progettato i singoli dispositivi: invento la storia, definisco il ruolo del partecipante, costruisco gli oggetti e il percorso attraverso cui prende le decisioni.
Le meccaniche sono in parte ideate da me, in parte ispirate a modelli esistenti, che rielaboro e adatto all’obiettivo specifico. Da questo lavoro sono nati Job Found, Tra me e me, La Borsa delle 24 Ore e Profilo Alieno; Job Found prosegue poi nella Mappa delle Professioni, pensata per rileggere e discutere ciò che è emerso durante il gioco.



Il dispositivo, le regole di base e la presenza degli enigmi esistevano già; io ho formalizzato il metodo, adattato ogni esperienza al gruppo e al contesto, elaborato nuovi enigmi e giochi per le diverse edizioni.
Ho inoltre creato Sybil e DON secondo la metodologia di E.C.O., definendone storia, voce, funzione e relazione con i partecipanti.




Per Orchestrum ho ripreso la stessa linea narrativa usata in E.C.O., ma l’ho adattata a un evento senza enigmi. DON è diventato una voce dedicata, incaricata di presentare e accompagnare l’intera esperienza.
Ho scritto la voce narrante, il booklet e gli articoli di approfondimento legati agli speaker; ho lavorato anche alla traduzione digitale del progetto e al sito dedicato.
Ho progettato i tre post pinnati come un sistema di orientamento del profilo. Il primo raccontava il metodo di SP, il secondo chiariva che cosa fosse SP, il terzo mostrava a chi si rivolgesse attraverso il tema dello studio e del modo in cui si vive la formazione. I tre contenuti avevano funzioni diverse, ma condividevano una voce riconoscibile e costruivano insieme una prima lettura del progetto.

Come lavora SP.

Che cosa è SP.

A chi si rivolge SP.
Tre contenuti nati da obiettivi diversi: posizionare un corso aziendale, rovesciare l’idea dello studio come sofferenza, costruire un augurio ironico a partire da un vincolo visivo.

Per promuovere i corsi di inglese rivolti alle aziende non volevo costruire una locandina tradizionale. Ho scelto di partire dalla differenza tra Globish e inglese: non soltanto farsi capire, ma trasmettere davvero un messaggio, coglierne le sfumature e riuscire a vendere un’idea. Il post trasformava così la promozione del corso in un contenuto informativo e chiariva il posizionamento di SP: non un inglese “quanto basta” per comunicare, ma uno strumento professionale.

Per parlare di studio ho scelto una scena di GTO in cui Onizuka studia con dei chiodi fissati sulla testa, così che il dolore lo risvegli ogni volta che si addormenta. L’immagine portava all’estremo un’idea ancora molto diffusa: che imparare debba necessariamente fare male. Il contenuto nasce per rovesciare quella rappresentazione. Studiare richiede impegno, ma non dovrebbe diventare una prova di resistenza o una forma di sofferenza.

Per il post di Natale volevo evitare i soliti auguri e mostrare la parte più ironica di SP. La prima idea ruotava attorno alla scuola dei Babbi Natale, ma non trovavo fotografie adatte e il grafico si era trovato bene con l’immagine del Babbo Natale seduto. Ho quindi rivisto il concept per agevolare il lavoro grafico, orientandolo verso la storia di Gemini 6A. Il vincolo ha portato a una soluzione diversa, forse anche più efficace della prima.
Un contenuto singolo, tre caroselli e Nervo Scoperto.

Per presentare i corsi FICP non volevo partire da una locandina tradizionale o da un semplice elenco di opportunità formative; volevo affrontare una domanda più profonda: che cosa cambia nello studio e nell’apprendimento quando la formazione si inserisce nel contesto lavorativo?
Sono quindi ripartita dal cervello e dai punti di forza di SP, scienze cognitive, neuroscienze e attenzione alla persona, per mostrare che la formazione continua non riguarda soltanto le competenze professionali, ma anche le condizioni cognitive che permettono di acquisirle davvero. A questo ho aggiunto il metodo SP, attraverso il riferimento a Shu-Ha-Ri: apprendere, mettere in crisi, andare oltre. Un modo per indicare che non si tratta di semplice formazione frontale.
L’idea è nata da un ricordo concreto: alla Holden avevo sedie scomodissime, e mi sono chiesta perché le aule continuassero a essere organizzate attorno a banco e sedia, e perché proprio a quella sedia. Ho quindi indagato per capire se fosse un residuo del passato o il risultato di una logica precisa; da quella ricerca è nato il carosello.
L’idea è nata da un’osservazione semplice: usavo il filo interdentale con regolarità e il dentista ne vedeva i risultati; eppure ricordiamo molte pubblicità di dentifricio e quasi nessuna di filo interdentale.
Ho usato questa frizione per parlare di SP: non tutto ciò che funziona fa scena; spesso ciò che agisce più in profondità è anche ciò che viene raccontato meno.
L’idea è nata dall’espressione “persona beige”, usata per indicare chi non prende posizione e va bene con tutto. Ho iniziato a studiare il colore, cercando oggetti, usi ed episodi storici che spiegassero come fosse diventato una metafora di neutralità e sicurezza.
Da quella ricerca ho costruito il collegamento con SP: una realtà che non voleva avere una comunicazione tranquilla, rassicurante o adatta a tutti; voleva prendere posizione, attivare una reazione e non restare sullo sfondo.
Ho ideato il nome e il manifesto di Nervo Scoperto, il podcast di SP dedicato ai punti sensibili dell’apprendimento, della formazione e del lavoro.
Ho lavorato anche alla stesura delle puntate, definendo temi, domande e sviluppo delle conversazioni.

Per il redesign della Home di SP sono partita dal concetto di Materia viva. Ho rappresentato SP come un nucleo, attorno al quale si muovono professionisti, competenze, dispositivi e opportunità; da questa lettura ho costruito l’architettura della pagina, le gerarchie dei contenuti, il sistema visivo e la logica delle animazioni.
La proposta non è stata implementata, ma il prototipo mostra il passaggio da un’idea identitaria a una struttura digitale completa e navigabile.




